Nell’indecisione più totale nella scelta delle vacanze e con un budget limitato, situazione complessa visto il mio periodo obbligato di ferie d’agosto, mi sono per la prima volta imbattuta nel mondo dei Balcani, approdando in modo del tutto casuale in Albania.

Durazzo – Kepi i Rodonit – Scutari – Theth – Ksemil – Argirocastro – Berat
Milano -Bari e Bari-Durazzo
Abbiamo scelto di raggiungere l’Albania via terra e mare, attraversando l’Italia da nord a sud. Una volta a Bari, ci siamo imbarcati su una nave che, dopo circa 9 ore, è approdata a Durazzo. La nostra scelta è stata quella di utilizzare la compagnia Venturies Ferries che, essendo albanese, ha dei costi ridotti (250 euro per due persone, posto ponte, e una macchina). Ma basta dare un’occhiata sul web per scegliere la compagnia che preferite: esistono partenze anche da altre città, come Ancona e Brindisi.
Durazzo
La prima tappa – obbligata – del nostro viaggio è stata Durazzo, una città di porto che non vanta nulla di particolarmente caratteristico, se non i lunghi viali pieni di ristoranti per turisti e banche per il cambio della moneta in Lek locali. Una cosa che ci era sfuggita nella poca organizzazione del viaggio, è stata l’obbligatoria acquisizione del visto di circolazione della macchina. Ma niente panico, è possibile acquistarlo appena sbarcati dalla nave: in un baracchino di dubbia legalità troverete tutti i visti per le vostre esigenze, dove, ovviamente, in base al periodo più o meno lungo di permanenza vi verranno richieste differenti tariffe (50 euro per due settimane).
Essendo una città di arrivi e partenze, vista la posizione strategica sul mare, molte strutture si stanno organizzando per accogliere i turisti che, di anno in anno, si fanno sempre più curiosi. Su AirBnB o Booking, troverete la situazione che meglio vi si addice, considerando che si è sempre in Albania, dove la povertà è ancora percepibile.
Una sera e una giornata credo siano sufficienti per degustare un buon piatto locale in uno dei tanti ristoranti vicino al mare ed organizzare il resto del viaggio. Approfittatene per cambiare i soldi, fare rifornimento di benzina (il prezzo è variabile – circa 170 lek/litro quando siamo andati noi – ma, in generale, meno caro rispetto all’Italia) e, se volete, acquistare una SIM locale: con 10 euro (circa 1000 lek) potrete usufruire di 15 GB internet, chiamate illimitate in Albania e dieci minuti di chiamate in paesi extracomunitari. Non avendo una guida di riferimento, viaggiando con una macchina propria e dovendo organizzarci ancora tutto il viaggio, ne abbiamo approfittato ben volentieri!
Kepi i Rodonit
Dopo aver raccolto tutte le informazioni possibili e cambiato i soldi necessari, siamo entrati nel vivo del viaggio verso.. Kepi i Rodonit! Un’atmosfera totalmente diversa rispetto a quella di Durazzo, così artificiale. Questa località di mare vanta una serie di spiagge che, per quanto non equiparabili a quelle della nostra Sardegna, sono ugualmente apprezzabili, specialmente se ci si trova in agosto e con necessità di relax. Si tratta di un piccolo promontorio raggiungibile tramite una strada che diventa sterrata solo nell’ultimo tratto. Passati i piccoli paesini sulla collina, ci si trova davanti ad un bivio: da una parte si raggiungono le rovine del capo e dall’altra si va verso la spiaggia bianca. Per accedere alle rovine bisogna pagare un ticket simbolico d’ingresso (100 lek a persona); una volta parcheggiata la macchina, ci si incammina lungo un percorso che porta alla punta di Kepi i Rodonit, caratterizzata dalla presenza di un ex-fortino che un tempo fungeva da difesa e avvistamento. Per chi volesse, è presente anche un campeggio. Se si sceglie di andare verso le spiagge, invece, bisogna proseguire lungo una strada sterrata, ma ugualmente percorribile, e assolutamente panoramica : molto bella! La spiaggia principale di Kepi i Rodonit è, come un po’ tutte le spiagge albanesi, semplice, con mare bello e sabbia soffice. L’unica pecca è la spazzatura che, in tutto il paese, purtroppo aleggia sovrana. Per quanto siano un popolo molto ospitale e generoso, credo abbiano ancora da imparare riguardo il senso civico e l’importanza della cura del paese stesso.
Comunque.. dopo esserci goduti a pieno una giornata di mare, cultura e relax, abbiamo deciso di cercare un posto per dormire: grazie SIM albanese! Abbiamo trovato un posticino su Booking, a circa 10 euro a persona, con colazione inclusa (K-Dhoma).
Ma il pezzo forte è stata la cena. Tiziano Terzani in “Un indovino mi disse” descrive un mondo asiatico che sempre più tenta di imitare la realtà occidentale, rischiando così di perdere l’autenticità che lo caratterizza. Lo stesso vale per l’Albania, in cui grandi ristoranti e alberghi stanno pian piano prendendo piede, con la loro aria condizionata e i menù fissi internazionali. Ma non bisogna lasciarsi ingannare, perché, con un pizzico di curiosità, si riescono a scoprire posticini caratteristici simili a bar, ma che in realtà offrono cene spaziali a prezzi irrisori.
E’ stata grazie a questa curiosità che ci siamo imbattuti in un bar/ristorante che ci ha rubato il cuore: Leka, dal nome del proprietario. Costruito con assi di legno, questo piccolo locale di passaggio offre buonissimi piatti di pesce fresco appena pescato: una cena a base di pesce, vino e l’immancabile Raki è costata 10 euro in totale circa! Per non parlare dell’ospitalità: il popolo albanese può sembrare a prima vista diffidente e poco inclusivo, ma gli basta scoprire che stanno parlando con un italiano, per di più curioso nei confronti della loro terra, che si aprono come solo loro sanno fare, chiacchierando senza sosta con simpatia e generosità. E così è stato anche qui, con Leka, il proprietario del ristorante, che non ha perso occasione per offrirci Raki da degustare in compagnia.
Scutari
Dopo due giorni di relax al mare, abbiamo deciso di proseguire verso nord per raggiungere Scutari. Il paesaggio offerto dalla sua presenza e dai fiumi che circondano e attraversano la città, il Drin e il Boiana, valgono già da soli qualche giorno di permanenza.


Scutari, l’omonima cittadina situata sulle rive albanesi del lago, è caratterizzata da un’atmosfera vivace ed attiva come poche altre in Albania: ci è bastato un primo sguardo per decidere di permanere qualche giorno in questo splendido luogo. La presenza di ricchi mercati di frutta e verdura, oltre che ristorantini caratteristici per tutti i gusti rendono Scutari una tappa obbligata, anche per chi arriva dal Montenegro. Ma ciò che rende questa cittadina molto speciale è la pacifica commistione tra religioni, quella islamica e quella cattolica, che pacificamente portano avanti le proprie tradizioni. Passeggiando tra le vie capita, infatti, di imbattersi in una moschea e in una chiesa che si fronteggiano a vicenda, accogliendo entrambe i propri fedeli. Se decidete di fermarvi a dormire a Scutari, il canto del muezzin vi accoglierà caloroso nei momenti di preghiera, alternato al rintocco delle campane dei campanili vicini.
Una volta arrivati, abbiamo quindi deciso di perderci tra le vie della città, passeggiando tra i vicoli ricchi di mercati, ristoranti e bar con bibite rinfrescanti.
Quello che nessuno si può perdere è il tramonto dal Castello di Rozafafa: in direzione sud, appena fuori dal centro città, sulla cima di una collina si trova il Castello di Rozafa, un’interessante cittadella archeologica. Il pezzo forte di questa gita fuori porta è senza dubbio il paesaggio (a 360°) impressionante su tutta la vallata di Scutari, fino alle rive del lago. L’entrata è a pagamento (200 lek, circa 1.5 euro); il castello è facilmente raggiungibile seguendo le numerose indicazioni sui cartelli che indicano la presenza di tali rovine fin dalla strada principale della città.
Essendo una cittadina importante del nord dell’Albania, Scutari offre innumerevoli situazioni in cui dormire – dagli economici ostelli agli alberghi un po’ più ricercati – e mangiare. Non perdetevi i byrek appena sfornati!
Lago Scutari
A pochi minuti di macchina dalla città di Scutari, inizia una strada asfaltata e molto panoramica sulle coste dell’omonimo lago. Venendo da sud, vi basterà proseguire sulla strada asfaltata sulla destra rispetto a Scutari.
Il lago Scutari è il lago più grande della penisola balcanica al confine tra l’Albania e il Montenegro, a cui appartengono i 2/3 della superficie. Se avete deciso di includere il nord nel vostro giro itinerante, non potete non farci un salto! Durante il nostro curiosare, ci siamo imbattuti in un edificio che si è rivelato essere l’associazione dei pescatori del lago Scutari e, incuriositi, abbiamo deciso di entrarci.. la scelta non avrebbe potuto essere migliore! Abbiamo infatti avuto modo di conoscere il presidente dell’associazione, Arjan, con cui abbiamo chiacchierato per un intero pomeriggio: avendo lavorato in Italia e collaborato con molti pescatori e biologi italiani, conosce a pieno la nostra lingua e, contento di condividere un pomeriggio con facce nuove e curiose, ci ha spiegato il funzionamento e il suo ruolo all’interno dell’associazione. Essendo privo di barriere fisiche, il lago Scutari si presta molto bene come punto di attraversamento e scambio di merci tra il Montenegro e l’Albania; inoltre, numerosi sono i pescatori di frodo che tentano ogni anno di accaparrarsi un pesce che, in questo paese, è molto apprezzato: la carpa.

Ebbene sì! A differenza delle carpe italiane, piene di grasso e dal sapore cattivo, le carpe albanesi, anche a causa dell’alimentazione differente, costituiscono un piatto gustoso che viene cucinato nei modi più svariati. Dopo un pomeriggio passato a chiacchierare e pasteggiare con Raki offerto in compagnia, come avremmo potuto rifiutare una cena a base di carpa pescata il giorno stesso? Abbiamo quindi deciso di ritornare la sera stessa per degustare questo, per noi assurdo, piatto: buonissimo ed economicissimo! Simile al salmone come consistenza, ma dal sapore molto diverso, la carpa cucinata alla griglia con patate e formaggio stagionato della casa ci ha soddisfatti a pieno.
Valbona- Theth
Da Scutari, abbiamo deciso di addentrarci verso le montagne di Valbona e Theth. Non avendo una macchina 4×4 – fondamentale per esplorare quelle zone – abbiamo deciso di parcheggiare la nostra quattro ruote per un paio di giorni in quel di Scutari, prendendo un bus locale diretto alle partenze dei traghetti diretti, appunto, a Theth. Il punto di partenza di tale bus non è per nulla segnalato, ma vi basterà chiedere alla gente del posto, o al proprietario del vostro alloggio, per venire a conoscenza di ora e luogo delle partenze giornaliere. Una vera esperienza. Una volta arrivati a destinazione, ci siamo imbarcati su un traghetto che, dopo circa un paio d’ore di navigazione panoramica, ci ha recapitati alle radici della valle di Theth.
Ora, avendo noi una SIM locale – cosa che, torno a dire, vi sarà utilissima – avevamo prenotato in anticipo una stanza. E, se per caso siete amanti della montagna e pensate di addentrarvi anche voi nelle valli inesplorate,vi consiglio di fare altrettanto: il segnale è spesso assente e la gente del posto è ancora poco preparata al turismo. Pochissimi, rispetto ad altre città, parlano italiano e – di conseguenza – anche la comunicazione può risultare un problema in caso abbiate bisogno. Ovviamente l’ospitalità regna sempre sovrana.
Per raggiungere la nostra sistemazione ci siamo affidati al caso: abbiamo fatto l’autostop in compagnia di una coppia di italiani super simpatici che ci ha portati a destinazione. Tenete conto che, dal punto di approdo del traghetto ai primi villaggi di montagna, intercorre un’importante distanza che è impensabile percorrere a piedi. Se l’autostop non fa per voi non temete, ci sono trasporti locali pronti a scortarvi fino in cima!
La valle di Theth offre un panorama che ci ha ricordato molto le montagne italiane, con prati verdi mangiucchiati da mucche dall’aria pacifica e roccia grigia sullo sfondo. Ci sono una serie di camminate ed escursioni che potete fare, anche in giornata.. e in caso fateci volentieri sapere come sono, perché noi abbiamo avuto un piccolo problema intestinale e siamo dovuti correre indietro a Scutari.. ops!
Valona-Dhermi-Ksemil
Dopo esserci ripresi dallo shock intestinale, ci siamo incamminati alla volta del sud. In un’unica giornata abbiamo praticamente attraversato il paese, partendo da Scutari, sostando al volo a Tirana (giusto per mangiarci un kebab a pranzo), scavalcando il parco naturale di Vjose-Narte (molto panoramico e, per gli amanti del brivido, con possibilità di esperire il volo in parapendio!)e approdando quindi a Valona. Da qui, una lunga strada piena di spiagge dalla sabbia bianca, vi condurrà fino al confine con la Grecia, attraversando una serie di paesi che si susseguono uno dopo l’altro: Dhermi, Jale, Himare, Porto Palermo, Bosh.. Noi, senza piani, abbiamo deciso di fermarci dopo Saranda – da evitare assolutamente a meno che non siate degli amanti di Rimini o Riccione! – , dormendo in una delle tante taverne vista mare segnalate lungo la strada.


Mare e dintorni di Ksemil
Esausti dall’intera giornata al volante, abbiamo pensato di fare tappa qui per poi goderci qualche giorno di relax, esplorando le varie spaggette della zona (consiglio Ksemil, con degli angolini di mare cristallino splendidi e vista su Corfù!) e il famoso e bellissimo Lago Blu – Syri i Kalter.
Lago blu – Syri i Kalter
Tappa secondo me obbligata, anche se negli anni sempre più inflazionata e piena di turisti, è un bellissimo spettacolo per gli occhi. Una volta arrivati a destinazione – la strada, a parte l’ultimo tratto sterrato, è perfettamente asfaltata e percorribile – dovrete pagare pochi euro per poter entrare nel “parco” e parcheggiare quindi la macchina. Da qui, delle passerelle di legno – e, purtroppo, anche il vociare dei tanti turisti – vi aiuteranno a trovare il punto in cui l’acqua dalle tante sfumature azzurro-blu sorge spontaneamente dal suolo. I più temerari si tuffano da un ponticello, quindi, in caso, munitevi di costume e asciugamano, ma sappiate che l’acqua è gelida! Uh, e se vi viene fame non temete: la zona è sommersa da ristoranti!
Argirocastro
Rifocillati dopo qualche giorno di relax, abbiamo ripreso la nostra quattro ruote e siamo partiti alla volta di Argirocastro. Un gioiellino sul colle! Arrivati al tramonto, giusto in tempo per goderci una passeggiata tra le viuzze acciottolate del paese e un’ottima cena a base di piatti della cucina greca sotto accoglienti piante di vite. Eh sì, perché qui, essendo al confine con la Grecia, la cultura ellenica prevale, offrendo dolmakias (rotolini di riso avvolti in foglie di vite) affiancati all’immancabile bicchierino digestivo di raki. Da un punto di vista turistico, la cittadina non offre granchè, ma una toccata di una sera e una mezza giornata vale sicuramente la pena farla.
Berat


L’ultima tappa del nostro viaggio itinerante è stata vinta da Berat, una splendida cittadina che si espande lungo le rive del fiume Osum, ricca di cultura religiosa. La sua particolarità, infatti, è che il suo centro storico è diviso in due: Gorica, la parte cristiana della città, e Mangalemi, area musulmana storica dall’altra parte del fiume e caratterizzata dall’insorgenza dell’imponente Castello di Berat – che consiglio di andare a visitare! In realtà questa suddivisione è solo indicativa. Ciò che rende questa cittadina molto speciale è infatti la pacifica commistione tra religioni, quella islamica e quella cattolica, che serenamente portano avanti le proprie tradizioni. Passeggiando tra le vie capita di imbattersi in una moschea e in una chiesa che si fronteggiano a vicenda, accogliendo entrambe i propri fedeli. Come a Scutari, se decidete di fermarvi a dormire a Berat, il canto del moezzin vi accoglierà caloroso nei momenti di preghiera, alternato al rintocco delle campane dei campanili vicini.
Non abbiate fretta, ma perdetevi gironzolando tra le viuzze della cittadina. Anche perché, a parte il sopracitato Castello, non è che ci siano particolari attrazioni o monumenti da visitare: Berat – come Scutari e Argirocastro – è una località da vivere ed esperire.







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Mentre più in basso, a Berat: ‘QUando le religioni convivono – Berat’ una cosa cosi
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