dalla Catalunya all’Andalucia – dialetti, tradizioni e culture
Chi pensa che l’Italia sia l’unica ad avere differenze culturali e dialettali intrinseche, che di fatto è una delle caratteristiche che ci contraddistingue, deve assolutamente farsi un giro dai nostri quasi-cugini in Spagna. Dalle Ramblas di Barcellona, fiera del proprio essere catalana, all’internazionalità castillana di Madrid, al Cap i Casal (lett. ‘La Capitale‘) del dialetto valenciano fino all’intreccio ispanico-arabico tipico andaluso. Un insieme di idiomi e tradizioni differenti che ogni città – piccola o grande che sia – tiene ancora molto ad esprimere con fierezza.
Ovviamente c’è anche tanto in comune: tapas, cervezas, fiestas e churricos sono sempre garantiti. Così come le cene non prima delle nove o dieci di sera, la lunga siesta pomeridiana che permette la riapertura dei negozi solo dopo le quattro del pomeriggio, la diffusa atmosfera di relax e il piacere di stare in compagnia ridendo fino all’alba, inverno o estate che sia.
Come, Dove, Quando
Come per praticamente ogni paese vogliate esplorare, avete numerose opzioni da varare in caso stiate progettando un viaggio nella Spagna del sud. Ovviamente, se avete intenzione di visitare una singola città, l’ideale è atterrare con un volo diretto dall’Italia, scegliendo tra le tante offerte più o meno low-cost – a seconda del periodo – che vi si proporranno. Consiglio diverso, invece, se state pensando ad un viaggio itinerante. Ho girato la Spagna in lungo e in largo, ogni volta optando per un mezzo diverso: se avete tempo, siete automuniti e fans della guida, un bel viaggio Italia-Spagna vi farà arrivare direttamente a Barcellona, stanchi morti, ma pronti per una delle tante fiestas che la città riserba sempre. Altrimenti, se il tempo stringe, un volo diretto per una delle tante città della costa è sempre un punto di partenza per un bel viaggio. Se avete voglia potrete affittare una macchina con cui girare il paese, oppure sappiate che treni e autobus di linea collegano in maniera ottima le città e i paesi delle diverse regioni.
Sul dove potrei scrivere un libro. Per prima c’è la regione della Catalunya, ostinata e fiera, in cui Barcellona regna sovrana. Città d’arte, patria di Dalí e Gaudí, simbolo di fiestas dalla mattina alla sera, internazionale e cosmopolita, ma allo stesso tempo orgogliosa della propria identità. Qui si respira aria di mondo, ma – allo stesso tempo – di tradizione strutturata e intrinseca, con il catalano che diventa lingua madre e non solo un dialetto. Ed è proprio questo il suo bello. Ma la Catalunya non è solo Barcellona: se avete tempo e voglia, la costa a nord offre angoli magnifici, tra cui Cadaqués, gioiello della Costa Brava, dimora dell’arte surrealista. Sì, perchè qui, su questo promontorio, c’è la stravagante casa di Salvador Dalí, con le famose sedie a sei gambe e forme d’uovo in ogni dove.
Casa Batllò – Barcellona
Nell’addentrarsi verso la Comunitat Valenciana, regione più a sud, potete fare una sosta sulle bellissime sponde del fiume Ebro, inesplorate e selvagge. La natura che vi avvolge, il silenzio che vi circonda e l’assenza assoluta di rete è ciò che vi attende se avrete voglia di affittarvi un barchino e farvi cullare dalla corrente.
Patria della Comunitat Valenciana è, ovviamente, València che, come Barcellona, vi accoglierà fiera delle proprie origini. Il valenciano domina e vi condurrà tra la famosa paella, le cupole della Ciutat de les Arts i les Ciències (lett. ‘La Città delle Arti e delle Scienze’), fino ad accompagnarvi nella degustazione di un’ottima sangria sulla spiaggia, tra una partita di beach-volley e l’altra.
Ovviamente non ci si può dimenticare di Madrid: capitale del paese, città internazionale e di ampio respiro, merita la fatica di abbandonare la costa. Qui il castillano passa allegramente da una bocca all’altra, facendo apprezzare la sua dolce cantilena. Come ogni città metropolitana, Madrid offre di tutto, dalle tradizionali taperie in cui rimpinzarsi di patatas bravas e tortilla, a cucine da tutto il mondo. E da tutto il mondo arriva l’arte racchiusa nei famosi musei del Prado, Thyssen-Bornemisza e Nacional Centro de Arte Reina Sofía, in cui è conservata, tra gli altri, la Guernica.
Madrid: il Palazzo del ghiaccio e il panorama sui tetti della città
Patria del castillano è, in realtà, l’omonima provincia autonoma della Castilla-la Mancia, in cui domina Toledo, avvolta da mura medievali che racchiudono lunghi secoli di convivenza tra le religioni cristiana, musulmana ed ebrea.
A questo punto l’arabia si fa sentire. Giunti in Andalucia, la zona più a sud del paese, sarete immersi in un dualismo continuo, in cui la cultura e la tradizione iberica si mescola a quella araba, con un risultato di equilibrio perfetto ed affascinante. Cordoba, Granada e Sevilla sono solo alcune delle tante città e cittadine in cui potrete respirare un’aria ibrida, tra i campanili di una chiesa e le imponenti moschee e Alcazar, di cui l’Alhambra di Granada rimane emblema indiscusso. Qui il clima si fa sempre più caldo e mite, influenzato dal vicino deserto del Sahara, regalando magnifiche passeggiate tra i profumati aranci in fiore.
Aranci in fiore a Cordoba e l’Alcazar di Siviglia
Quando. Se state pensando di visitare una delle città della Spagna del sud, oppure programmando un viaggio itinerante, il sole sarà tendenzialmente dei vostri, qualunque stagione scegliate. Inutile dire che d’estate il caldo si fa sentire, l’afa nelle ore di punta è un habituè e i turisti sono sempre molti. Le mezze stagioni, tra aprile e giugno e settembre ed ottobre, sono forse le ideali: le temperature si fanno meno scottanti, ma il clima rimane caldo, con bagni garantiti e tramonti mozzafiato. Per chi non fosse amante del mare, l’inverno regala comunque grandi emozioni, soprattutto in Andalucia, dove la vicinanza all’Africa si fa sentire: camminare tra le palmeras, indossando una semplice t-shirt e godendosi il sole dell’una assaporando tortillas ad un baretto sono uno tra i piaceri della vita.
Mangiare e bere – il piacere di stare in compagnia
Comer y Beber o Menjar i Beure.. diamo il via alle danze! La diversità di culture e tradizioni si percepisce anche nei piatti che, con grande semplicità, trasmettono sempre allegria e convivialità. Un po’ come la pasta per noi, tapas – o picadeta se vi trovate in quel di Valencia – e cervezas (lett. ‘birre’) sono sempre una garanzia. Originariamente pensate come copri bicchieri (da tapar, ovvero ‘tappare’ in spagnolo) per evitare che eventuali mosche ed insetti si tuffassero nel sacro cicchetto post-lavoro, le tapas sono un evergreen simbolo della Spagna. Si passa da stuzzichini veloci, come le patatas bravas – patate fritte accompagnate da salsa piccante a base di pomodoro -, aceitunas – olive ripiene di acciughe – , croquetas de patatas y alioli – crocchette di patate accompagnate da salsa a base di aglio e olio, a piatti un po’ più consistenti, come il pulpo a la gallega – polpo accompagnato da un mix speziato a base di peperoncino piccante e dolce -, i calamares fritos – anelli di calamari fritti – e, ovviamente, la famosa tortilla – alta frittata a base di cipolle e patate. Se noi siamo gli amanti delle grandi cene in compagnia, gli spagnoli sono gli appassionati del pica-pica, più o meno il nostro ‘stuzzicare’. Per cui preparatevi: la serata inizia non prima delle nove con tapas e cerveca al tavolino di un bar e finisce non prima di mezzanotte dopo averne girati altri cento!
Come dicevo, ogni città e ogni regione ha poi le sue tradizioni. Per cui, se decidete di farci un salto, non fatevi sfuggire la famosa paella valenciana, a base di riso, zafferano e frutti di mare o di carne. Già da come si presenta trasmette convivialità: una grande pentola piatta che di solito occupa metà del tavolo e che domina in posizione centrale, fruibile a tutti. Che sia de marisco, a base pesce, o tradizionale, cioè con verdura e carne, la paella è il simbolo del piacere di stare insieme, condividendo una cena in compagnia in riva al mare. Il classico abbinamento, a cui anche tutti i turisti aspirano, è paella e sangria, bevanda a base di vino tinto, cioè vino rosso, che regala sempre grandi sorrisi. Gli amanti del vino bianco non rimarrano delusi: originaria della Cataluña, ma poi diffusasi un po’ ovunque, è infatti la sangria blanca, in cui il vino blanco fa da base.
Paella de marisco e aceitunas al mercato
Se volete entrare nel vivo, gustando la tradizione dai sapori forti e calorici, accomodatevi. Dal cocido madrileño, stufato tipico della Castilla a base di ceci, carne, insaccati e verdure, alla cola de toro, ovvero coda di toro stufata con vino rosso, salsa di pomodoro e patate, caratteristica andalusa, a piatti a base di chorizo, una specie di salsiccia di carne suina o bovina tritata grossolanamente e speziata con paprika dolce o piccante, e morcilla, il sanguinaccio spagnolo dal sapore forte ed intenso. Gli amanti delle grigliate non possono farsi mancare la tipica calçotada catalana: ad inverno finito ogni scusa è buona per organizzare una domenica di fiesta con carne alla brace e calçot, una varietà di cipolla dalla forma allungata simile al porro, originaria della città di Vall, in Cataluña.
Palati delicati non temete, ce n’è anche per voi: lungo tutta la costa dell’Andalucia, tra gazpacho e salmorejo avrete l’imbarazzo della scelta. Ottimi da gustare in estate, entrambi si presentano come una specie di zuppa fredda a base di pomodori, peperoni e cetrioli, ma nel salmorejo troverete ingredienti in più: pezzi di pane duro, prosciutto crudo a dadini e – se si vuole – un uovo sodo sbriciolato finale.
E per concludere in dolcezza.. los churros! Dolci di pastella fritta di solito spolverati con lo zucchero e, specialmente in inverno, inzuppati nel cioccolato fuso: una vera goduria!
Non solo playa
Non so voi, ma quando penso alla Spagna – specialmente la parte Sud – nella mia mente appaiono in fila immagini di spiaggia, sole, caldo, amici, feste e nottate in spiaggia. Nulla di più vero: da Barcellona a Tarifa, punta dello stretto di Gibilterra, relax, spensieratezza e divertimento sono garantiti. E ce n’è davvero per tutti i gusti. In Costa Brava, la parte di costa nord tra la Francia e Barcellona, si passa da località come Lloret de Mar – intrisa di turismo di massa con discoteche sulla lunga spiaggia attrezzata simil Rimini e, a mio avviso, da evitare a piè pari – a gioiellini da esplorare come Cadaqués, Calella de Palaflugell e Tossa de Mar, in cui le casette bianche dai fiori profumati si affacciano sugli scogli che nascondono calette meravigliose.
Cadaques – Costa Brava
Con Barcellona il turismo torna a prevalere: per chi ha voglia di farsi un tuffo tra una casa di Gaudì e l’atra, località di mare circostanti come Badalona possono essere un’opzione per una gita in giornata. Altrimenti, traghetti quotidiani per le isole Baleari vi aspettano al porto, pronti per farvi immergere nelle paradisiache spiagge bianche di Palma, Minorca, Ibiza e Formentera.
Ma il bello viene dopo: da Valencia a Tarifa e, ancora oltre, Cadice, avrete davvero l’imbarazzo della scelta. Se siete amanti del mare e della sua vita, tutta l’Andalucia vi accoglierà a braccia aperte, facendovi godere del piacere di ridere e divertirsi fino a che alba non vi spari. La Costa del Sol – tra Malaga e Tarifa, dalle lunghe spiagge sabbiose e spesso affollate – è simbolo della triade feste, sole e divertimento, con località alla moda e, di conseguenza, anche molto turistiche, soprattutto nella stagione estiva. Per gli appassionati del selvaggio, invece, la Costa de la Luz saprà come stupirvi: tra Cadice e Huelva, fino al confine con il Portogallo, scogliere ricoperte di pini si alternano a spiagge sabbiose con dune e pinete alle spalle, regalando contrasti cromatici meravigliosi con l’azzurro dell’Oceano Atlantico. E per gli sportivi non è finita: queste coste occidentali sono un ottimo punto di partenza per surfare, cavalcando le onde che cercano di imitare quelle più imponenti portoghesi.
Dimenticavo: se per caso state viaggiando itinerando lungo la costa, non mancate una sosta a Tarifa. A soli 14 km di distanza rispetto al Marocco, questa città merita, oltre alle varie spiagge nelle località circostanti, una bellissima opportunità per chiunque di voi voglia provare l’esperienza di osservare delfini e balene che, ogni anno, attraversano lo stretto di Gibilterra secondo i flussi migratori della stagione. Ogni giorno, infatti, partono spedizioni di avvistamento che – se siete fortunati – vi regaleranno momenti emozionanti. E, perchè no? Eventualmente prendere la palla al balzo e fare una capata a Tangeri, talmente è vicina!
Ma la Spagna del Sud non è solo mare. Se avete voglia di esplorare, vi piace la natura e, soprattutto, siete automuniti, i parchi naturali del Delta de L’Ebre e dels Ports in Cataluña vi daranno la possibilità di immergervi nel verde senza nessuno, risalendo le acque del fiume Ebro e garantendovi pace ed isolamento assoluti. Dalla stretta e scenografica foce che sbocca sul mare, si passa ad una zona più a nord, caratterizzata da dune sabbiose con punti perfetti per un tuffo rinfrescante.
Gli amanti della montagna, infine, troveranno pane per i loro denti. Basta addentrarsi nella selvaggia Sierra Nevada per percepire la frescura che, quantomeno d’estate, rimane un sogno lungo le coste andaluse. Da Granada ad Almeria, questa catena montuosa offre fantastici trekking in ogni stagione, con cime che raggiungono anche i 3000 mt d’altezza. La Veleta e la Mulhacen, con il suo record da 3482 mt, sono solo un paio tra le tante vette che vi regaleranno forti emozioni, tra cui la possibilità di godere della magnifica vista su l’Alhambra di Granada. In ogni caso, nulla hanno da invidiare anche il Parco Naturale di Doñana nella provincia di Huelva, così come il Caminito del Rey e El Torcal, ambedue in provincia di Malaga.
Insomma, a voi la scelta!









